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  ilMaLe Non c'è giustizia senza libertà. Il blog di Leonardo Marzorati.
 
Diario
 


PATRIA

 


31 gennaio 2009

Ma.Le. dice

Per una sentenza della Cassazione, non consiste reato coltivare piante di cannabis non ancora giunte a maturazione. Per il sottosegretario Carlo Giovanardi è una vergogna. Ha ragione! Bisogna farle crescere bene, altrimenti che si fuma?


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29 gennaio 2009

Sapore di Brianza ed echi di Lago

La Balada del Balabiott Francesco Magni



E' uscito il nuovo CD di Francesco Magni. Il cantautore brianzolo propone undici canzoni in un doppio percorso. L'album Balada del Balabiott potrebbe essere diviso in due parti. C'è una parte, composta da quattro canzoni, in cui Magni ripropone testi de I Promessi Sposi di Piero Collina riadattati musicalmente. Collina (1910 - 1968) aveva riscritto I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni in dialetto comasco (detto anche laghéé). Il resto del disco riprende il percorso di Scigula, il precedente album di Francesco Magni, con canzoni in dialetto brianzolo. La prima canzone dell'album è Ciapa la ciapa, una filastrocca dedicata all'acqua, bene essenziale per la vita della terra e dell'uomo. La canzone scivola (come acqua) anche grazie ai giochi di chitarra di Franco Parravicini. Le successive quattro tracce sono l'omaggio a Collina e Manzoni. Queste quattro canzoni sembrano un piccolo album nell'album, quasi una storia a parte. Don Abundi, Renzo el passa l'Adda, Ul Barchiroo, Fra' Cristofur ci ricordano alcuni episodi della parte iniziale de I Promessi Sposi. Forse si sarebbe potuto fare un disco a parte, magari con aggiunti i successivi capitoli del capolavoro manzoniano. Forse Magni lo farà in seguito, ma lui da istrione preferisce un'incostanza nei suoi percorsi musicali. I quattro testi di Collina rielaborati dal cantautore sono gradevoli e ci riportano alle atmosfere lacustri del seicento. Una canzone molto apprezzata è Lirom Liram, quasi uno scioglilingua con un testo molto difficile da cantare. Dopo Va' cum'el tira ci sono due omaggi alle donne. Cantando Dona Lumbarda e Marianna del Lach, Magni ricorda le donne di una volta, quelle che avevano un fascino e un senso del fare che oggi è andato perso.

Marianna la pasegia sul vial del so giardin
sul vial del so giardin su la riva de l'acqua
sul vial del s giardin sui rijv del lach
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In Elemènt vengono decantati i quattro elementi: Terra, Acqua, Aria e Fuoco. La prima strofa d questa canzone fa venire in mente El me paes, vecchio pezzo in cui Magni ricordò Capriano, il suo borgo natale in cui il progresso faceva i primi disastri negli anni '70. Lì la terra veniva deturpata, in questa canzone la si celebra nella sua freschezza.

La terra la se ama, che l'è cumè la mama,
che l'è cumè la mama, la terra la se ama


L'album si chiude con Balada del Balabiott, elaborazione di un testo di Enrico Casati. Il termine balabiott tradotto letteralmente come balla-nudo, nel dialetto brianzolo sta per frescone, persona che non sa bene quello che sta facendo. Siamo tutti del balabiott? Forse sì, perchè ci facciamo trasportare dagli eventi senza renderci veramente conto di ciò che ci succede. A completare il lavoro ci sono i cori di Sabrina Olivieri, Stefano Cattaneo, Mario Cattaneo e il contributo prezioso di musicisti di grande valore. Balada del Balabiott è consigliato a tutti: a chi ha un'anima brianzola o comasca e a chi vuole affacciarsi a una terra che, nonostante tutto, preserva il suo fascino delle sue atmosfere.


Ma.Le.


27 gennaio 2009

La vera faccia del PD

Marzorati su ilmale.ilcannocchiale.it

Con una serie di interventi ecco svelati i veri volti dell'opposizione al Governo Berlusconi.


Gianfranco Fini, Presidente della Camera; Carlo Maria Martini, cardinale e filosofo


Souad Sbai, deputata islamica PdL; Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano


Renata Polverini, segretaria UGL; Luigi Bettazzi, Vescovo Emerito di Ivrea

Sommando tutto, viene fuori il nuovo partito



26 gennaio 2009

Nostalgia Carogna

Incalzato dall'amica blogger Non avrai il mio scalpo http://biblioceca.ilcannocchiale.it, inserisco una catena, partita da Sogni e Bisogni, intitolata Nostalgia Canaglia 2009.
Non amo particolarmente le catene (di sant'Antonio o simili) però questa volta sto al gioco. Lo feci già nel lontano 2006. Il gioco del 2009 è semplice. Bisogna elencare con un breve commento 5 cose di cui si ha nostalgia, ognuna delle quali abbinata a un senso. Poi vanno inserite 5 cose da dimenticare. La fase tre prevede l'inserimento di 5 amici blogger a cui far proseguire la catena. Questa terza fase la lascio aperta a chi ama le catene.

NOSTALGIA DELLA VISTA: Un paesino di collina in un paesaggio autunnale. Non c'erano strade, solo alberi colorati, soffioni ed erbacce che attorniavano case poste senza un ordine. Questo paese lo sognai nell'infanzia. Da allora non l'ho più rivisto.

NOSTALGIA DELL'UDITO: Le casse con i woofer rovinati dei concerti di gruppi punk-ska locali. Ai concerti della mia adolescenza pogavo ai concerti di gruppi quali: Fuckingam Palace, Pankine Scassate, Rip Ortos, Gambe di Burro, Milhouse, Pancarrà, Garadro, Shandon, Derozer etc.

NOSTALGIA DEL TATTO: I brufoli da scoppiare sulla fronte e sul mento.

NOSTALGIA DEL GUSTO: Le frittelle preparate dalla mia povera nonna Tina. Avevano l'uva passa, non erano particolarmente dolci e bisognava zuccherarle appena tolte dall'olio bollente.

NOSTALGIA DELL'OLFATTO: La resina delle piante di canapa coltivate anni fa. Era dolce e dava un profumo soave appena la si scaldava. Sembrava quasi un peccato doverla fumare.


COSE DI CUI NON HO (E NON SI DOVREBBE AVERE) NOSTALGIA

L'AMMINISTRAZIONE BUSH: Non ne sentiremo la mancanza.

IL WALKMAN: Con il lettore MP3 non devo bloccarlo ogni volta che squilla un cellulare. Con il walkman i cellulari facevano contatto con le cuffie, dano dei rimbombi fastidiosi.

LA COLONIA: Da bambino odiavo essere scaricato al mare dai genitori in questi casermoni. Si poteva stare in acqua solo pochi minuti e c'era tanto bullismo tra bambini da far paura.

I BRUFOLI: Mi divertivo a scoppiarli, ma non sopportavo averli sulla faccia.

LA PAURA DELLA NOTA A SCUOLA: Quando alle elementari la maestra mi metteva una nota sul diario, mi cagavo sotto nel pomeriggio pensando a quando dovevo dirlo a mamma e papà.

Ma.Le.


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25 gennaio 2009

Ma.Le. dice

L'allenatore dell'Inter José Mourinho ha definito così i tre scudetti vinti precedentemente dai nerazzurri: il primo regalato, il secondo vinto senza avversari e l'ultimo sudato fino all'ultima giornata. Sabato sera, in occasione di Juventus - Fiorentina, i tifosi bianconeri hanno esposto lo striscione con scritto "In Mourinho Veritas". La Juve ha poi vinto 1-0, con un goal regolare annullato a Gilardino e un rigore netto negato ai viola. Neanche il tempo di risultar simpatici, che subito i gobbi tornano a ladrare.


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23 gennaio 2009

Giornalismo che informa quando gli fa comodo

Passeggeri in ostaggio e i giornali li ignorano: non servono alla bagarre politica

Due settimane fa all'aeroporto di Baraja di Madrid centinaia di viaggiatori sono stati costretti a restare fermi nella struttura. Aveva nevicato, ma non era solo la neve non aveva bloccato del tutto l'agibilità dell'aeroporto. Al maltempo si sommava una serie di scioperi continui del responsabile Iberia. L'agitazione sindacale dei piloti, stava durando da almeno un mese, creando non poche difficoltà al traffico aereo a Barajas, primo aeroporto della Spagna. Così, tre giorni dopo la grande nevicata che aveva paralizzato lo scalo, il traffico aereo era ancora parziale. I voli per Milano e Roma non partivano. Tanti italiani sono rimasti bloccati per due giorni a Madrid, maltrattati e con pochissima assistenza da parte del personale presente. Mia cugina Gaia era lì in quei due giorni e ha vissuto sulla sua pelle tutti gli stenti dati ai clienti. Non ha ricevuto alimentari se non comprandoseli di tasca sua, non ha potuto dormire in un posto decente, non ha potuto cambiarsi ed ha pure assistito a un pestaggio da parte della polizia su una viaggiatrice esasperata. Agli utenti non è stata data la minima assistenza. L'Italia era dunque coinvolta in questa faccenda, ma sui giornali e nei TG nostrani non se ne è parlato. Nemmeno sui blog dei giovani miitanti politici ho letto nulla. In Spagna è stato un caso nazionale. Il ministro dei trasporti spagnolo Magdalena Alvarez ha chiesto di mettere sotto inchiesta la compagnia Iberia, incolpando i vertici per il disagio creato ai viaggiatori. Il Partito Popolare ovviamente se l'è presa con la ministra. Da qui è scoppiata una bagarre politica. Un po' come in Italia nei giorni dello sciopero natalizio di Alitalia. Lì furono maltrattati tant viaggiatori stranieri fermi a Malpensa e Fiumicino. La politica italiana scese in campo, non tanto a difesa dei malcapitati, ma pronta a farsi propaganda sulla pelle dei viaggiatori fermi in aeroporto. Lega, PdL, PD, lobby lombarda e lobby romana si sono scannati a parole su Alitalia e Malpensa usando come argomento l'ultimo sciopero selvaggio. In Italia, come in Spagna, spesso fanno notizia quegli avvenimenti che si ripercuotono sulla politica interna. Quindi ai quotidiani italiani che può fregare di viaggiatori che hanno passato 2 giorni di inferno in un aeroporto straniero? Questa notizia non può essere usata a fini politici in Italia. Mentre in Spagna è diventato un caso nazionale. Non perchè interessi della sorte degli sfigati malcapitati di turno. Ma perchè sul loro disagio si può speculare a fini politici. Quindi sui giornali spagnoli i turisti incazzati al Baraja finiscono in prima pagina e su quelli italiani no. Successe lo stesso a parti inverse nei giorni in cui ci fu lo sciopero selvaggio sotto natale dei piloti Alitalia. Si fecero vedere gli stranieri incazzati a Malpensa, ma il tutto fu usato in chiave di lotta politica interna all'Italia. Se la questione non può ripercuotersi sulla bagarre nostrana può risultare inutile per i nostri mass media. Così guerre e massacri vengono ignorati, mentre il conflitto israelo-palestinese è sulle prime pagine dei giornali. Ci si mobilita solo per certi popoli maltrattati e per altri no. Si litiga in parlamento per certe ingiustizie, mentre altre più grosse passano in sordina. I piloti Alitalia sono sulla cresta dell'onda mediatica mentre i tanti lavoratori di aziende del nord costretti alla cassa integrazione finiscono al massimo sui giornali locali. I civili nigeriani scannati dalle milizie islamiche e cristiane non hanno la stessa dignità dei palestinesi e degli israeliani? Questa è l'Italia, anzi, visti i giornali spagnoli, questa è l'Europa. Viene da pensare che i disagi dei cittadini, alla politica e ai mass media importi solo quando se ne può trarre una determinata speculazione. Altrimenti sono cazzi nostri.

Ma.Le.


22 gennaio 2009

Poesie di Guido Cavalcanti

Guido Cavalcanti (1255 ca. - 1300)



Guido Cavalcanti

IN UN BOSCHETTO TROVA' PASTURELLA

In un boschetto trova' pasturella
più che la stella - bella, al mi' parere.
Cavelli avea biondetti e ricciutelli,
e gli occhi pien' d'amor, cera rosata;
con sua verghetta pasturav' agnelli;
[di]scalza, di rugiada era bagnata;
cantava come fosse 'namorata:
er' adornata - di tutto piacere.
D'amor la saluta' imantenente
e domandai s'avesse compagnia;
ed ella mi rispose dolzemente
che sola sola per lo bosco gia,
e disse: "Sacci, quando l'augel pia,
allor disia - 'l me' cor drudo avere".
Po' che mi disse di sua condizione
e per lo bosco augelli audìo cantare,
fra me stesso diss' i': "Or è stagione
di questa pasturella gio' pigliare".
Merzé le chiesi sol che di basciare
ed abracciar, se le fosse'n volere.
Per man mi prese, d'amorosa voglia,
e disse che donato m'avea 'l core;
menòmmi sott' una freschetta foglia,
là dov'i' vidi fior' d'ogni colore;
e tanto vi sentìo gioia e dolzore,

che 'l die d'amore - mi pàrea vedere.



Guido Cavalcanti

AVETE 'N VO' LI FIOR' E LA VERDURA


Avete 'n vo' li fior' e la verdura

e ciò che luce od è bello a vedere;

risplende più che sol vostra figura:

chi vo' non vede, ma' non pò valere.


In questo mondo non ha creatura

sì piena di bieltà né di piacere;

e chi d'amor si teme, lu' assicura

vostro bel vis' a tanto 'n sé volere.


Le donne che vi fanno compagnia

assa' mi piaccion per lo vostro amore;

ed i' le prego per lor cortesia.


che qual più può più vi faccia onore

ed aggia cara vostra segnoria,

perché di tutte siete la migliore.


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21 gennaio 2009

Obama porta i primi cambiamenti negli USA

Da La Repubblica

Sospesi i procedimenti contro i presunti terroristi detenuti nella base. Varate nuove norme: meno segretezza, meno lobbisti e stipendi congelati

Obama si muove su Guantanamo, il carcere sarà chiuso entro un anno

Oggi telefonata con Olmert e Abu Mazen: "impegno per la pace"




WASHINGTON - Chiusura di Guantanamo e impegno per il Medio Oriente. E un deciso segnale all'insegna di un cambio di rotta sulla "segretezza" e le lobby. Il giorno dopo il giuramento il neopresidente Usa Barack Obama lancia segnali precisi sia sul fronte esterno che interno. Guantanamo chiude. In compagna elettorale Obama ne aveva promesso la chiusura. E oggi ecco spuntare una bozza con l'ordine di mettere i sigilli al carcere cubano entro il 2009. Inoltre, su ordine del presidente, i pubblici accusatori dei tribunali di Guantanamo per i crimini di guerra hanno chiesto ai giudici militari di 'congelare' per 120 giorni i casi in sospeso. Il Pentagono riesaminerà completamente le procedure per la detenzione dei prigionieri accusati di terrorismo, in attesa di nuove direttive da parte della Casa Bianca.
Dello stop a Guantanamo si è avuta notizia quando ancora non si era conclusa la lunga giornata dell'insediamento di Obama alla Casa Bianca. Oggi un giudice ha annunciato la sospensione del processo a cinque presunti responsabili delle stragi dell'11 settembre, che era in preparazione nella base americana a Cuba: i cinque rischiano tutti la pena di morte.
Medio Oriente. Dall'Ufficio Ovale sono partite le prime telefonate ufficiali, fatte a leader mediorientali, con la promessa "di lavorare per aiutare a consolidare il cessate il fuoco" a Gaza. Obama ha chiamato per primo il presidente dell'Anp Abu Mazen, affermando di voler impegnarsi per trovare una soluzione duratura alla crisi di Gaza e assicurando di voler ''lavorare con lui e i suoi partner per stabilire una pace duratura nella regione''. Ha poi parlato con il premier israeliano Ehud Olmert, il presidente egiziano Hosni Mubarak, il sovrano giordano Abdallah II.
Nel suo colloquio con Obama, Olmert ha auspicato che l'impegno internazionale contro i traffici di armi verso Gaza possa consolidare il processo di pace e ha assicurato che Israele "farà ogni sforzo" in favore delle esigenze umanitarie della popolazione palestinese della Striscia. Obama, inoltre, sta esaminando anche la nomina di un inviato speciale per il Medio Oriente, con l'ex-senatore George Mitchell favorito.
In arrivo le norme "etiche". Le hanno chiamate "misure etiche". In pratica norme per la trasparenza dell'amministrazione. Anzitutto l'accesso ai documenti federali sarà ampliato. Poi saranno "congelati" gli stipendi dei collaboratori che guadagnano più di 100.000 dollari all'anno. "In questo periodo di difficoltà economiche le famiglie americane sono costrette a tirare la cinghia e lo dovrà fare anche Washington - ha detto il presidente - Per questa ragione saranno congelati gli stipendi dei miei principali collaboratori alla Casa Bianca". Vita dura anche per i lobbisti americani. Da oggi in poi saranno sottoposti ai più rigorosi limiti mai avuti sotto un'amministrazione americana. Obama ha annunciato che i membri della sua amministrazione non potranno accettare regali da nessuna delle lobby americane per evitare conflitti di interesse. "La trasparenza e il rispetto della legge devono diventare la pietra di paragone della mia amministrazione - ha detto il presidente - Tutte le agenzie federali devono sapere che a partire da oggi sarà schierata non dalle parte di chi cerca di tenere segreti i documenti, ma dalla parte di chi cerca di conoscerne il contenuto". Obama ha aggiunto che la norma riguarderà anche il presidente: per tenere informazioni segrete dovrà avere l'avallo del Ministero della Giustizia.

Ma.Le.


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20 gennaio 2009

Ma.Le. dice

La Cassazione ha deciso che si può staccare la spina che mantiene in vita Eluana Englaro. Il ministro del lavoro Maurizio Sacconi ha posto diktat alle cliniche per impossibilitare i medici a porre fine alla vita di Eluana. Indagato per violenza privata, Sacconi sbotta: «Non mi faccio intimidire». Esatto, lui intima soltanto.


19 gennaio 2009

Hieronymus Bosch

L'eroe del giorno: Hieronymus Bosch (1450 - 1516)



Dante Alighieri ha scritto l'Inferno, Bosch lo ha raffigurato. Hieronymus Bosch nasce nel sud dell'Olanda a metà '400. Viene da una famiglia di pittori originaria di Aquisgrana ed inizia fin da ragazzino a dipingere. Tra il 1475 e il 1480 realizza tavole a sfondo religioso. Negli anni '80 del '400 realizza la sua opera più famosa: il Trittico del Giardino delle Delizie. Qui due ante di circa 1 metro per 2 si aprono mostrandoci un universo destinato alla dannazione. Nella parte di sinistra si parte con il Paradiso Terrestre, con la purezza della creazione della vita. Animali fantastici e giochi d'acqua attorniano Adamo, Eva e Cristo. Nel pannello centrale del dipinto crea un luogo aldilà del tempo, dove Bosch inserisce una finzione narrativa e sovversiva interrotta dall'altra anta in cui dipinge l'Inferno. Nel dipinto uomini e donne nude anticipano una danza della libido con corpi nudi cavalcanti bestie strane. Il peccato porta dunque all'Inferno, anta di destra conclusiva del Trittico. Qui il pittore si esibisce in uno straordinario repertorio di punizioni carnali inferte da grilli diavoli con i più bizzarri arnesi e strumenti musicali. Vi sono uomini segati o un mostro dalla testa d'uccello che che ingoia un uomo nudo. Al centro un uomo con corpo di corteccia fa fuoriuscire bestie immonde. Dai colori vivaci delle prime due tavole, l'Inferno è cupo. Bosch realizza un secondo trittico, più fedele alla letteratura dantesca con Paradiso, Purgatorio e Inferno. Ovviamente, l'Inferno chiude la trilogia. Si parte dal Paradiso, ma si fa a finire tra i peggiori supplizi. Nel Trittico degli Eremiti, Bosch raffigura le vite di umiltà e sofferenza di tre santi. Il tema religioso non manca nella pittura dell'artista fiammingo. Sembra che la fede sia stata sconfitta dal male e solo pochi poveri di cuore siano riusciti a salvarsi. Il grosso dell'umanità ha gozzovigliato fin troppo ed è destinato alla pena eterna. Verso il 1500 realizza La nave dei folli, dove mostra una delle pratiche più diffuse in pieno Rinascimento: far andare alla deriva navi cariche di malati mentali. Ma nel dipinto boschiano i matti potrebbero essere i membri di una compagnia libertina di saltimbanchi che girovagava i canali del Nord Europa. In opere come L'estrazione della pietra della follia o Adorazione dei magi l'olio scandisce figure inquietanti, ma fiere della loro posizione. La prospettiva è ben identificabile con sfondi dai colori freddi. La disperazione trasuda dalle tavole di Bosch. Il XVI secolo si apre con le tensioni nella comunità cristiana che porteranno allo scisma protestante. Bosch vede in tutto ciò un'umanità perfida e cerca di immortalare con i pennelli l'irrealizzabile che ci attende, siano essi mostri disumani o paesaggi figli di incubi. Persino nel Cristo portacroce vediamo facce da galera attorniare un Gesù dagli occhi abbassati in segno di rassegnazione. Solo la Veronica sembra essere una buona cristiana, ma resta in disparte con il sudore di Gesù impregnato nel suo straccio. Nel 1516 muore e viene celebrato con tutti gli onori. Bosch è credente, figura come membro nella Confraternita di Nostra Signora ed ha commissioni dai reali del Belgio. Si tratta di uno dei più grandi artisti fiamminghi. Non è dunque uno sprovveduto come si potrebbe pensare, ma un uomo immerso nella sua arte, che ha saputo rendere dei capolavori i suoi incubi pessimistici.

Ma.Le.


Bosch: Trittico del Giardino delle Delizie. Inferno (particolare)


Bosch: Cristo portacroce


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