Siamo democratici
Incontro tra il ministro degli interni Ruggero Riva e il
commissario alla sicurezza Federica Calvani. 21 dicembre 2040.
R: - Sai Calvani, ho parlato con questore e alcuni gruppi
delle Divise Verdi. C’è la possibilità di incriminare un po’ di gente e
mandarla in Valfurva. Anche loro nel Ca.Mi.No. Pusher, comunisti, ex magistrati
che ci hanno messo i bastoni fra le ruote. Li spediamo tutti là. Marzorati
secondo te può essere dalla nostra?
C: - Dalla nostra: ma quanti siete?
R: - Tanti. Sezioni locali, esponenti della destra del
Fronte. Ma anche a sinistra avrei consensi. Zanardi, Sacco, Pietrosanti. Loro
dovrebbero starci tutti. Dobbiamo chiudere subito baracca con certa gente. Si
fa una legge speciale o anche no. I rom al massimo li facciamo sparire. Non se
ne accorgerebbe nessuno. Certo, dobbiamo coprire alla Chiesa, ma ci può stare.
Io e il generale Anselmi.
C: - Guarda che siamo una democrazia europea. Ti metti
d’accordo con un generale scavalcando il governo? Sei appena stato nominato
ministro e già parti per la tangente.
R: - Il colpo di mano ormai serve. Siamo uno Stato
indipendente. Facciamo come cazzo ci pare. Ci hanno votato proprio perché non
ne potevano più di certa burocrazia. L’Italia era così. Ora ci siamo levati
quella palla al piede. Cazzo, agiamo di nostro. Certo, il pres va sentito. È
lui il capo: su questo tutti d’accordo. Farebbe comodo anche a lui. Prove
certe, magistrati seri dalla nostra e polizia che ce li leva di mezzo. Non
servirebbe nemmeno il supporto delle Divise Verdi. Ovviamente anche loro
saranno dei nostri, però faccio notare che non saranno così essenziali come
vorrebbero.
C: - Sei sicuro di avere tutti questi apporti? Se sei
sicuro, va bene. Altrimenti valuterei. Anche su come trattare con le Divise
Verdi.
R: - Quelli sbraitano a livello politico. Fanno bene il
loro, per carità. Ma se si parla di azione giudiziaria, qui serve il pugno
della polizia e del nostro ministero. Marzorati starà dalla nostra, non dalla
loro. Farà buon viso a cattivo gioco, ma alla fine darà ragione a noi.
C: - Noi: noi chi? Anche qui al ministero non so quanti
possano essere con te. Ci sono partiti compromessi. O si fanno partire le
Divise Verdi in un’azione pesante o nulla. Sempre sotto l’egida direzione del
nostro capo.
R: - Lo sento tra un attimo. Mi darà ragione. Qui si rischia
di diventare una piccola Italia. Serve azione e voglia di un cambiamento
immediato. Abbiamo fatto una rivoluzione, terminiamola nel modo migliore.
C: - Facendo sparire i possibili nemici.
R: - Brava ragazza! Non ci saranno mica spargimenti di
sangue, solo un po’ di feccia fuori dalle palle. Vado a sentire il pres.
Rimasta sola, Calvani chiamo dall’I-Phone Marzorati.
C: - Buongiorno Presidente, ho appena parlato con Riva.
M: - Che ha in mente?
C: - Vorrebbe far fuori un po’ di gente.
M: - Deportarli in Valfurva, vero?
C: - Già.
M: - È un ex leghista, bisogna capirlo. Vuole forzare i
tempi senza curarsi dell’opinione europea e internazionale. Il problema è che
ha consensi. E pure la sua idea non è campata in aria: meno gentaglia in giro
sarebbe un bene per tutti. Ma adesso dobbiamo stare cauti, anche per non
perdere i consensi dei più moderati, della Curia e degli industriali.
C: - Concordo, come intende agire?
M: - Secondo me, tu ragazza lo sai. Saresti un’ottima
ministro. Riva lo mando in televisione a scaldare gli animi. Nei talk show e
nelle piazze, ma non al governo. In fin dei conti anche te vieni dalla Lega.
C: - Ero una ragazzina.
M: - Va benissimo. Cercherò di convincere Riva ad assumere
qualche altro incarico. Tipo vicepresidente del Fronte. Non ce l’abbiamo. È uno
tosto, cercherò di ammorbidirlo. Anche te mettici del tuo.
C: - Io posso fare del mio meglio. Agisco per il bene del
nostro Paese.
M: - Giusto. Sei ancora giovane e attraente. Riva è scaltro,
ma ha anche debolezze. Mi fido di te. Hai armi che io non ho. Il futuro del
glorioso popolo lombardo è nelle tue mani.
C: - Più che nelle mie mani in qualcos’altro.
M: - Cos’è questo linguaggio da caserma. Brava! È lo spirito
adatto. Queste sono le quote rosa che mi piacciono. Sii concreta e presto
passerai di grado.
C: - La ringrazio della fiducia presidente.
M: - Dammi del tu. Non te l’avevo già detto?
C: - D’accordo. Buona giornata pres.
M: - Ciao ragazza. Me racumandi.