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Le colorate "Foschie" di Sara Pellucchi

Quando la pittura diventa narrativa, o viceversa. Sono queste le prime impressioni che si hanno leggendo "Foschie", il primo romanzo di Sara "Shifter" Pellucchi, pittrice di Seregno (MB) che ha voluto cimentarsi con la scrittura. Il libro, edito da Gilgamesh, si legge tutto d'un fiato. Sono meno di 100 pagine in cui viene ben delineato il mondo artistico dell'autrice.

L'inizio è nero, colore amatissimo dalla pittrice. Nelle tenebre spunta un personaggio di nome Montserrat, omino grigio e stilizzato contraddistinto da un cappello a cilindro azzurro. Montserrat vive esperienze imparando a "toccare" colori e oggetti, che portano luce nel nero che avvolge la storia.

Sono esperienze oniriche dell'autrice, vissute con le titubanze e le inesperienze di un protagonista che impara, e al tempo stesso insegna al lettore, l'approcciarsi al mondo dei colori e delle cose animate.

Nella seconda parte del romanzo la palla (elemento con cui gioca Montserrat) passa alla pittrice, ovvio alter ego della stessa Sara. L'artista ottiene una sorta di ispirazione dal curioso personaggio. Si tratta di un passaggio di testimone da personaggio ad autore e i le esperienze vissute dal primo diventano un vero e proprio deus ex machina per il lavoro del secondo. La pittrice riesce a portare a termine le sue opere grazie al prezioso contributo di Montserrat, soggetto che riesce a trasmettere empatia e simpatia al tempo stesso.

Sara Pellucchi, durante la prima presentazione all'Area Libri di Seregno ha detto di sentirsi più un nero attorniato dalla luce dei colori che un grigio, come Montserrat, immerso nel nero. Citando Platone, solo conoscendo la luce e quindi i colori, si comprende meglio il nero. Nel caso di Sara il nero lo si ama e grazie al suo libro lo fa apprezzare a tutti noi. Dopo aver letto il suo libro, forse vedrete il nero con occhi diversi.

"Foschie" è un romanzo adatto a tutti e piacerà anche a coloro che hanno un atteggiamento misoneista verso chi mette il proprio io al centro della storia. Il connubio tra pittura e narrativa funziona. Ci si emoziona nel vivere i sogni di Sara e Montserrat è un ottimo Caronte, che ci traghetta nel nero e ci fa tastare con mano le sue foschie colorate.

Leonardo Marzorati

Pubblicato il 2/12/2016 alle 23.38 nella rubrica La taverna dell'artista.

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